Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 14 - 05/09/96
Franco Ragusa

Re: Commissione Bicamerale: un deciso "NO!" gia' da ora

PR> 1. Se ci pensi bene, l'astensione e' la rinuncia ad avvalersi del
PR> diritto di votare. In quanto tale costituisce una delegittimazione
PR> non solo della fase costituente ma anche del meccanismo democratico.
PR> Con quest'ultimo termine intendo la facolta' di influire sulle
PR> decisioni politiche non solo con il proprio voto ma anche con azioni
PR> di altro genere (campagne di sensibilizzazione, dimostrazioni di massa, ecc.).

Il problema, pero', e' cosa fare quando il meccanismo democratico viene leso.
Cosa fare, cioe', quando non si e' piu' messi in condizione di poter partecipare alle decisioni politiche.
E nel caso specifico, e' proprio la lesione del meccanismo democratico che non si vuole legittimare, ed e' per questo che va rifiutata qualsiasi partecipazione passiva accettando di votare un "Referendum-plebiscito": in primo luogo va ripristinato un sistema di garanzie e di legalita' che valga per tutti, e questo indipendentemente dai contenuti che nella Fase Costituente avviata potrebbero esprimersi.
Finche' non viene fatta chiarezza su questo punto, non dovrebbe valere la pena di sedersi a qualsiasi tavolo di discussione.
E questo non perche' si ha paura di partire sconfitti, ma perche' il "tavolo" sulle riforme istituzionali e' stato ideato ad hoc per avere un vincitore sicuro. E' il "tavolo che si e' costituito" che non permette il confronto, e non viceversa.

PR> 7. Credo che un terreno aggregante piu' proficuo
PR> possa essere quello di dare inizio a campagne informative - e, perche'
PR> no, se possibile manifestazioni - sulle specifiche tematiche della riforma.

Ma e' proprio questo il terreno sul quale dovrebbe prendere corpo la campagna per l'astensione al "Referendum-plebiscito".
Partire con un'azione concreta per mettere in discussione una Fase Costituente che si e' avviata senza che prima ci sia stata la possibilita', da parte dei cittadini, di essere informati e quindi di scegliere consapevolmente chi avrebbe dovuto rappresentarli per portare avanti un determinato processo di riforma anche da loro condiviso consapevolmente.
Lo ripetero' in continuazione: chi siede in questo Parlamento non ha posto la questione delle riforme sul piatto della contesa elettorale, e questo al di la' delle storture del sistema maggioritario che premiano in modo assurdo formazioni politiche che si' e no rappresentano le proprie segreterie politiche.

PR> Non mi occupo di queste questioni ma mi sembra che uno
PR> straccio di riflessione possa essere utile su:
PR> -le conseguenze che il passaggio dal proporzionale al
PR> maggioritario ha avuto sul piano istituzionale.

Che e' quanto si e' cercato di mettere in evidenza.
E' grave che non ci sia stato uno straccio di tentativo per ridefinite l'art. 138 Cost., che tratta della revisione costituzionale, proprio alla luce delle conseguenze prodotte dall'introduzione del maggioritario.
Personalmente non mi sono mai impressionato di fronte alla sfida della destra sull'istituzione di un'Assemblea Costituente, e questo proprio perche' non ho paura di perdere in partenza; a patto che, pero', ci siano i meccanismi idonei a garantire la circolazione delle idee e la possibilita', per i cittadini, di partecipare a tutte le fasi dei processi politici, potendo anche contestare la necessita' di avviare una Fase Costituente.
Qui, invece, le generiche indicazioni dell'art. 138 vengono interpretate a proprio uso e consumo, arrivando ad istituire procedure in grado di adottare una nuova Costituzione con un colpo solo.
E sara' proprio grazie ai limiti dell'attuale art. 138, nei confronti di un Parlamento eletto con sistema maggioritario, se non ci sara' la possibilita' di poter chiedere un referendum nei confronti della Legge Costituzionale gia' votata in prima lettura nei primi giorni di Agosto.
Certo, nel breve periodo non va trascurata anche questa ipotesi d'intervento, e in tal senso altro che astensione all'eventuale referendum per contestare la Legge Costituzione in questione... magari ce ne daranno l'opportunita'!

Ciao, Franco.