Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 15 -11/09/96
Da l'Unità e il Messaggero
L'Ulivo ritorna alla "Bozza Fisichella"


Dall'Unità di mercoledì 11 settembre 1996

L'idea di ripartire alla Bicamerale dal Fisichellum piace al popolare Elia. E Fini dice di no
Riforme: a sinistra ritorna il premier
Di Giuseppe F. Mennella

- ROMA. Prove tecniche . di riforme costituzionali, ripartendo dalla "bozza Fisichella". Sono in corso da ieri a Roma, a cura dei gruppi parlamentari della Sinistra democratica-l'Ulivo. Il salone della Residenza Ripetta è strapieno: in prima fila il presidente della Camera Violante e il ministro Bassanini, e poi deputati, senatori, parlamentari europei, costituzionalisti e giuristi (come Baldassarre, Barbera, Rodotà, Manzella) presidenti dei gruppi parlamentari. della maggioranza (Elia e Mattarella per i Popolari; Paissan e Pieroni per i Verdi; Masi per il movimento di Lamberto Dini); economisti come Andriani; amministratori come Bassolino, Bianco e La Forgia; i vertici delle associazioni di magistratura e dell'avvocatura.
Le scadenze - prima della relazione introduttiva del professor Gaetano Silvestri - le ricordano i capigruppo Cesare Salvi e Fabio Mussi e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Massimo Villone: entro la fine di ottobre devono essere depositate in Parlamento le proposte di legge su federalismo, forma di governo, Parlamento e sistema delle Garanzie. Sono i quattro capitoli di cui si occuperà la commissione bicamerale, la cui legge istitutiva dovrebbe essere approvata nei primi giorni di novembre. E' proprio una norma di questa legge a imporre la scadenza: la bicamerale, infatti , esaminerà soltanto i progetti di legge già presentati all'atto della sua formazione. La Sinistra democratica, dunque, accelera per essere pronta alla prossima scadenza. Ma non è soltanto questione di tempi: dal seminario emerge con chiarezza un dato che è politico. La forza più grande dell'Ulivo ha deciso un investimento molto serio sulla stagione delle riforme costituzionali. Fabio Mussi: Riaffermiamo anzitutto una volontà politica fortissima, armata di un'assoluta determinazione: questa deve essere la legislatura costituente.
L'impegno è senza retropensieri o doppi giochi Ed è rivolto a tutti: Polo e resto della maggioranza. Quest'ultima si deve muovere il più possibile di conserva. E' un'esigenza che terremo ad ogni passaggio scrupolosamente presente. Ma le riforme sono di tutti, non sono affare di governo: dunque,. non è immaginabile una nuova Costituzione approvata a stretta maggioranza. Tesi che il ministro Bassanini sposerà in pieno. La conseguenza è chiara: al confronto con le opposizioni si va con spirito aperto. C'è, a sinistra, la consapevolezza della totale manomissione del sistema dei poteri. Mussi fa qualche esempio: l'abuso dei decreti, la tendenza dei massimi vertici istituzionali a svolgere funzioni di leadership, le frequenti intromissioni del potere giudiziario. Sono i frutti di una lunga transizione, dove l'incertezza è massima.
Le idee e gli orientamenti della Sinistra democratica per le linee riformatrici sono esposti in una complessa e aperta relazione dal professor Gaetano Silvestri. Il punto di partenza ipotizzato è la bozza Fisichella, il documento messo a punto la scorsa legislatura dagli esperti dei due schieramenti: oltre Fisichella, Salvi, Bassanini, Urbani. Quello schema - ricorda Silvestri - prevede l'elezione contestuale diretta del primo ministro e della maggioranza parlamentare. Un buon modello per l' Italia, spiega Silvestri diffondendosi sui poteri da affidare al Capo dello Stato. Un modello migliore del semi presidenzialismo alla francese, perché quest'ultimo potrebbe produrre - nel nostro Paese - o un presidente troppo forte o un presidente troppo debole. Vuol dire che il Pds ha cambiato linea? Dice di no Pietro Folena, ma la scelta di ripartire dal Fisichellum non piace a Claudia Mancina: è un errore, dichiara in serata. Quanto al federalismo, Silvestri si ispira al federalismo cooperativo e competitivo e parla del contestuale e necessario superamento del bicameralismo perfetto, lasciando aperte le opzioni sulle attribuzioni della seconda Camera.
Dunque, ripartire dalla bozza Fisichella, dirigente di An. A distanza, giunge la prudente replica di Gianfranco Fini: non chiude, ma vuol sapere se la maggioranza è sulla stessa linea o se si tratta soltanto della proposta della Sinistra democratica. Il dibattito fornisce una risposta indiretta al leader di An. Fra i primi, prende la parola Leopoldo Elia, presidente dei senatori popolari. La risposta è positiva: la bozza Fisichella - dice - contiene aspetti molto positivi sul punto della forma di governo. Elia individua proprio nel rapporto governo-Parlamento il punto più delicato dell'opera riformatrice. E alla Sinistra democratica dice: Fra noi le differenze non sono forti. Dobbiamo partire dalla collaborazione e dalle convergenze all'interno dell'Ulivo, per cercare le convergenze con gli altri e per tentare tutte le vie per avere maggioranze più larghe per approvare la nuova Costituzione.



Dal Messaggero di mercoledì 11 settembre 1996

Riparte la stagione delle riforme. Accantonato il "lodo Maccanico". Salvi: bisogna sbrigarsi per fine ottobre
L'Ulivo cavalca la "bozza Fisichella"
Di PAOLA OREFICE

ROMA - Riparte la stagione delle riforme. E' il centro sinistra ad avviare i lavori per la Bicamerale. Il via è partito proprio da un seminario organizzato dalla Sinistra democratica e dall'Ulivo al residence Ripetta a Roma. Il Pds non è, quindi, venuto meno ai suoi propositi preestivi. Anzi è riuscito a ricompattare la maggioranza proprio sulla "Bozza Fisichella" che prevede il doppio turno, l'elezione del premier collegato ad una maggioranza e il federalismo. E' stato dunque accantonato il "lodo Maccanico" (semipresidenzialismo) sul quale l'Ulivo aveva cercato un accordo con il Polo. Si torna così a quanto aveva anticipato i primi di agosto al Messaggero Cesare Salvi, capogruppo dei senatori della Sinistra democratica.
Dobbiamo essere pronti per fine ottobre con i disegni di legge sulle riforme - spiega Salvi - E' un obbligo in quanto la legge costituzionale che istituisce la Bicamerale contiene una norma tagliola secondo la quale la commissione deve esaminare solo i progetti costituzionali presentati prima della sua entrata in vigore. Come a dire che chi non ha proposte, e questo è rivolto soprattutto al Polo, non sarà protagonista della stagione riformatrice Incalza Fabio Mussi, capogruppo dei deputati della Sinistra democratica: La Bicamerale è una chance vera. Si può ripartire dall'appunto Fisichella, Bassanini, Salvi, Urbani ma guardiamo in faccia la realtà: il sistema dei poteri è manomesso e il tempo stringe. Per questo Massimo Villone, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, insiste sulla riflessione serrata, guardando alle novità come il federalismo.
Ma sono le parole di Leopoldo Elia, presidente dei senatori del Ppi, quelle più seguite dalla platea. I Popolari erano infatti quelli ad aver combattuto per primi il semipresidenzialismo voluto dal Polo. Erano quelli che più scalpitavano. Considerati quasi come una voce fuori dal coro. Ma adesso l'accordo c'è. Ripartire dalla "Bozza Fisichella" ha aspetti molto positivi - sostiene Elia - Se procederemo su questa strada non credo troveremo tra noi troppe difficoltà. Dobbiamo puntare ad una forte collaborazione tra noi dell'Ulivo prima di andare a cercare convergenze all'esterno. Elia consiglia di non tenere fuori Rifondazione comunista e i Verdi per qualche voto a destra.
Intanto Alleanza nazionale mostra di essere cauta. Il presidente Gianfranco Fini non intende rompere l'accordo così faticosamente raggiunto da Berlusconi e D'Alema. Vedremo in commissione Bicamerale quali saranno le posizioni di tutte le forze politiche e soprattutto - dice Fini - verificheremo se è possibile creare una maggioranza per le. riforme diversa da quella che sostiene l'Ulivo. Adesso è presto per parlare di "lodo Maccanico" o di "bozza Fisichella. Avverte Fisichella: Occorre verificare l'orientamento in sede collegiale. Prima dentro An e poi nel Polo.
Fretta, fretta e ancora fretta. Anche Giovanna Melandri, responsabile dell'Informazione del Pds, pensa che questa sarà la stagione delle riforme di cui quelle istituzionali e costituzionali sono un pezzo, l'altro è quello del sistema delle comunicazioni. C'è qualcun altro presente in sala che pare poco interessato al tema delle riforme, si tratta del costituzionalista Stefano Rodotà. Mentre parla Mussi lui confida al suo vicino di sedia: Non mi occuperò di riforme. Sono troppo impegnato con il mio ultimo libro. Invece il presidente della Camera, Luciano Violante, segue attento come il ministro per gli Affari regionali, Franco Bassanini. C'è anche un curioso (forse del Polo?) che si aggira nel salone del residence Ripetta: è Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte costituzionale. Un ritorno a casa? No, sono venuto per imparare . Per conto del Polo? Per conto mio. Non mi occuperò di politica.