Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 17 -12/09/96
Da il manifesto
BICAMERALE: Prodi in bilico? Si riparte dalle riforme


di A.G.

ROMA

Che fare della commissione bicamerale sulle riforme istituzionali? Si può rilanciare il progetto di semipresidenzialismo mutuato dall'esperienza francese? Di tutto questo si è discusso nel seminario promosso ieri e martedi dai gruppi parlamentari della sinistra democratica (invitate le forze che si richiamano all'Ulivo, più Rifondazione). L'obiettivo è quello di fare presto, ripartendo dalla "bozza Fisichella" su cui si arenò il tentativo di Antonio Maccanico di evitare le elezioni. Bisogna fare in fretta - si è detto in molti interventi anche perché quella commissione andrà insediata al più presto e manca ancora il doppio voto delle camere sulla legge istitutiva.
Il seminario si è rivelato utile nell'intento di riaprire una discussione, ma fumoso nelle conclusioni operative.
Semaforo verde per l'indicazione preventiva del premier o per il semipresidenzialismo, a condizione che non si sposi il modello americano (Antonio Soda). Sì a un sistema di garanzie giurisdizionali sul fronte dei rapporti governo/magistratura (Giovanni Pellegrino), sì a riforme dello stato in senso di federalismo fiscale e politico (Michele Salvati), sì al superamento della suddivisione tra camera e senato (Massimo Villone). Più interessante Io sfondo politico che sta dietro questa discussione. C'è tensione nelle forze che fanno parte del governo dell'Ulivo. Sono in mo1ti a pensare che questa legislatura avrà vita breve: la maggioranza è appesa agli umori di Rifondazione; il risanamento economico obbliga a rinviare riforme troppo costose; manca il coraggio politico per fare riforme che non costano, ma che avrebbero bisogno di ben diversi rapporti di forza (per esempio il riassetto delle concessioni televisive, che pochi giorni fa si è risolto con una proroga pro-Mediaset senza neppure l'introduzione di norme antitrust). I più pessimisti pensano che Prodi e Veltroni possano navigare per un altro anno, salvo imprevisti di percorso. Il quadro è scoraggiante già in queste prime giornate di ripresa dell'attività parlamentare: il calendario è occupato dalla finanziaria e da decine di decreti legge che per passare avrebbero bisogno almeno della non belligeranza del Polo (prima della pausa estiva il parlamento era bloccato dall'ostruzionismo di Lega e Forza ltalia sotto forma di mancanza di numero legale). Di qui l'idea - presente nel seminario di ieri e martedì - di rilanciare il dialogo in grande stile col Polo. Il Pds - lo ha ricordato Fabio Mussi - è convinto che 1'Italia non abbia superato la sua crisi istituzionale e politica, nonostante la vittoria elettorale dell'Ulivo. La soluzione deve essere innovativa, ma all'interno della tradizione democratica del nostro paese, dice Marco Minniti (D'Alema preme per un rilancio del confronto sui temi costituzionali).
Se la bicamerale partorisse il semipresidenzialismo, si risolverebbero i problemi di durata del governo Prodi. A quel punto - cambiate le regole del gioco - non resterebbe che convocare nuove elezioni, sperando in un bipolarismo quasi perfetto.