Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 35 - 16/10/96
Franco Ragusa

Democrazia autoritaria e garantismo
impressioni dalla presentazione del libro: la metafora dell'EMERGENZA

Con la presentazione del libro "la metafora dell'EMERGENZA"*, c'e' stata la possibilita' di avere un bel quadro d'insieme delle posizioni garantiste all'interno della sinistra.
Sono infatti intervenuti, tra gli altri, la Rossanda, Cesare Salvi, Ersilia Salvato, Giovanni Russo Spena e Ferrajoli.

L'intervento di Salvi ha lasciato inalterati tutti i dubbi riguardo ad una reale e genuina svolta garantista da parte della dirigenza del PDS.
Un intervento sull'onda della polemica spicciola nei confronti dei magistrati, senza peraltro fare un minimo esame critico riguardo alle leggi che il potere giudiziario e' chiamato ad applicare.
Insomma, a sentire Salvi, in Italia non mancano le buone leggi in grado di garantire i cittadini; il problema e' che, dovendo per forza di cose rimettersi alla discrezionalita' dei giudici per la loro applicazione nei singoli casi, c'e' il rischio che si possa affermare una prassi giuridica al posto di un'altra. E' questo sarebbe, per l'appunto, il caso dell'attuale situazione italiana.

Bene ha fatto Ferrajoli a ricordare che le prassi giuridiche, per quanto attribuibili al solo operato dei magistrati, sono comunque rese possibili da un sistema di leggi che le legittima e che le rende inattaccabili.
Perche', allora, ha proseguito Ferrajoli, la sinistra non si fa promotrice di una riforma complessiva del codice penale?
Ma non basta: va pure posta una clausola di salvaguardia, un vincolo insuperabile che impedisca qualsiasi stravolgimento, di tipo emergenziale, del sistema normativo posto a tutela dei diritti.

La Salvato non ha mancato di dichiararsi stupita riguardo ad una concezione del sistema di garanzie subordinato ad una presunta Ragion di Stato: quella custodia cautelare che Salvi non ha esitato a definire, e quindi accettare, come "male necessario".

Un dichiarato pessimismo riguardo al futuro di un'iniziativa concreta, la proposta di indulto per chiudere la fase delle leggi e delle prassi giuridiche avutesi nel periodo della "lotta armata", e per ricondurre, quindi, all'interno delle normali categorie di giudizio e di comminazione delle pene tutti i reati giudicati con quell'"emergenza", e' stato espresso da parte di tutti gli intervenuti.
Chi piu', chi meno, al di la' delle difficolta' parlamentari, ha preso atto dell'esistenza di un senso comune tra la gente incline al giustizialismo.
In tal senso, se e' stato sin troppo facile recriminare sugli errori del passato; forse poco si e' detto riguardo alle iniziative specifiche da intraprendere per far ripartire una nuova stagione di proposte garantiste che possano apparire senza trucchi agli occhi della gente.

Un maggior approfondimento del discorso sulla ridefinizione del sistema delle regole, toccato da Ferrajoli e Palma, avrebbe probabilmente permesso di "scoprire" le parzialissime posizioni espresse da Salvi (va detto, pero', a discolpa degli intervenuti, che il Sen. Salvi e' purtroppo andato via subito ed e' quindi venuta meno la possibilita' di approfondire con l'interessato gli aspetti del suo intervento).
Sarebbe stato poi interessante capire come e perche', di fronte ad un'opinione pubblica di per se' gia' sufficientemente rancorosa, sia stato possibile per il Senato varare una nuova legge sull'abuso d'ufficio che ha di fatto creato un'ulteriore figura privilegiata, di fronte ad altre fattispecie di reato, per la quale valgono garanzie che per la generalita' dei soggetti non valgono.
Insomma, l'ennesimo intervento legislativo sulle questioni della giustizia che lascia con l'amaro in bocca; l'ennesima conferma dell'esistenza di due diritti: uno fatto dai politici per i comuni mortali; un altro fatto sempre dai politici... per i politici.

Interessante, infine, l'approccio dato alla questione da Russo Spena, che vede nella generalizzata caduta della cultura costituzionalista l'incapacita' di uscire dalle cosiddette emergenze.
Anche riguardo a cio', sarebbe stato interessante approfondire la questione delle riforme, come questione centrale per poter affrontare compiutamente la discussione sulla tutela delle garanzie e dei diritti in genere, con le attuali posizioni del PDS.

* la metafora dell'EMERGENZA Di Giovanni Russo Spena, Mauro Palma e Germano Monti.



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