Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 36 - 16/10/96
Paolo Ramazzotti

Re: Quali garanzie?

-=> Quoting Franco Ragusa to All <=-

FR> Ed ecco perche' non sono d'accordo con quanto scrive Bevere a
FR> conclusione del suo articolo: "Si applichino le regole, dunque, in
FR> maniera uguale e conforme alla Costituzione, quale che sia l'accusato
FR> e quale che sia il risultato."
FR> Ma di quali regole parla Bevere?
FR> Forse che i famosi teoremi alla "Calogero" potevano essere possibili
FR> senza l'esistenza di quelle regole che li hanno "riempiti" di
FR> legalita'? Bevere ci vorrebbero forse dire che i secoli di carcerazione
FR> preventiva sin oggi comminati sono il frutto di cattive
FR> interpretazioni delle regole? O piuttosto sono le regole, e queste si'
FR> facilmente individuabili nell'operato dei politici, ad essere sbagliate?

Le leggi emergenziali hanno rappresentato la risposta di un sistema politico incapace di capire cosa stava succedendo e poco desideroso di vedersi rimesso in discussione. La soluzione repressiva e' stata una soluzione drammatica che non ha sollecitato risposte alle domande che emergevano dalla societa'.
Che le carceri - e, in generale tutte le "istituzioni totali" - siano un modo per nascondere - con un velo di tecnicismo - cio' che non e' funzionale alla societa' era quasi luogo comune nel famigerato '68; oggi nessuno se ne ricorda.
Ma le leggi in questione non si limitano a nascondere la politicita' delle questioni. Nel farlo, esse spostano tutto l'asse del discorso politico. Se, infatti, i problemi sono tecnici, a cosa servono i politici? Molto meglio e' avere un "manovratore" e, possibilmente, evitare di disturbarlo.
Ben vengano, in quest'ottica, i giudici liberatori dal male.
No, non trovo biasimevole che si segnali il rischio che qualche giudice ci creda davvero che la sua azione, o quella della categoria, abbia una qualche funzione palingenetica. Chi, come osserva Bevere, oltrepassa le funzioni che gli vengono attribuite - al di la' del giudizio di merito sulle regole che e' chiamato ad applicare - mostra di ritenersi investito di un ruolo che nessuno gli ha affidato, ne' un elettorato ne' le pur criticabili leggi. Ma, soprattutto, legittima la visione secondo la quale i veri problemi siano esclusivamente quelli di sua pertinenza; legittima la logica tecnicista e l'idea che cio' che manca e' qualcuno che sappia il fatto suo; occulta la politicita' dell'emergenza, di tangentopoli, ecc.
Paolo Ramazzotti



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