Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 37 - 16/10/96
Franco Ragusa

Re: Quali garanzie?

-=> Quoting Paolo Ramazzotti to Franco Ragusa <=-

PR> No, non trovo biasimevole che si segnali il rischio che qualche
PR> giudice ci creda davvero che la sua azione, o quella della categoria,
PR> abbia una qualche funzione palingenetica. Chi, come osserva Bevere,

Caro Paolo, diciamo che ho perso la pazienza.
Come l'ho persa anche ieri nel sentire il "vuoto" garantista espresso da Salvi (leggi la mia piccola cronaca dell'avvenimento).

A mio avviso bisogna finirla, finche' si e' in tempo, e questo proprio per evitare che qualcuno possa attribuirsi compiti che non ha e che nessuno dovrebbe poter delegare, con la logica che oggi individua principalmente nelle prassi giuridiche la stortura di un sistema giudiziario per altri versi considerato rispettoso delle garanzie.
No, non e' cosi' che ci si potra' liberare di quella discrezionalita' dell'applicazione delle norme che sta alla base dell'affermarsi di un comportamento dei giudici (problema che non si scopre oggi) cosi' poco rispettoso dei diritti sanciti nella Carta Costituzionale.
E parliamoci chiaro: a nessuna forza politica, che ambisca arrivare al Governo del Paese, interessa intervenire sulla normativa. E questo proprio perche' e' soltanto attraverso un sistema giuridico flessibile, discriminatorio, farraginoso, emergenziale, mai certo e sempre interpretabile, che la classe politica di governo e' riuscita a darsi un terreno di regolazione del vivere sociale che le ha di volta in volta permesso di superare i vincoli imposti dalla tutela superiore dei diritti.
E non e' un caso che le proposte della destra non tendono a ridefinire quest'attivita' di libera interpretazione, quanto piuttosto a ricondurla sotto la direzione dell'Esecutivo.
Qualsiasi intervento in materia e' sempre e soltanto indirizzato ad alleggerire i controlli e le pene per le fattispecie di reato riguardanti la sfera della corruzione politica e a "normalizzare" il connubio antidemocratico, prima ancora che criminoso, dell'attivita' economica con quella politica.
In altre parole, e' in corso una vera e propria campagna falsamente garantista che ha la pretesa di fondarsi su di un mero trasferimento delle competenze, di un sistema fondato sulla discrezionalita' dell'interpretazione e dell'applicazione della norma, dai giudici ai politici.

No, e' meglio tirarsi fuori da qualsiasi equivoco e ricondurre tutti al rispetto di una legalita' che manca a monte.



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