Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 103 - 26/05/97
Francesco Paolo Forti

Re: Quale federalismo? (102) (dalla ML [PRO-PRODI]- FORUM sul federalismo)

At 16,37 26.05.97 +0200, Franco Ragusa wrote:

FR>Nel discutere di quale federalismo sia piu' opportuno per l'Italia, chi
>piu', o chi meno, facendo riferimento ad altri sistemi, ritiene di poter
>affermare con certezza cosa sia federalismo e cosa no
.

Il federalismo, come "ismo" e' una dottrina o movimento che propugna una unione federale. Ci sono varie unioni federali, diverse nella forma giuridica ma assai piu' simili nella sostanza. Molti casi non sono giunti fino a noi, altri sono sopravvissuti tramite costanti adeguamenti. Osservando l'insieme, si puo' delieare un quadro di norme e comporatamenti definibili come "buon federalismo". Inutile rifare gli errori degli atri. Intelligente approfittare delle esperienze positive.

Nella sostanza delle cose (pur essendo conscio che Cartesio ha buttato il concetto di sostanza nella spazzatura) mi pare che sia possibile affermare, in base ai normali criteri di classificazione per differenze e somiglianze, che "federale" e' un concetto di forma-stato ("forma", altro concetto da eliminare) ben identificabile, pur essendo "declinato" in una pluralita' di casi concreti. Quindi, un analista puo' dire se un tal "oggetto" e' una balena od un pesce, o se un determinato stato e' federale o no.

FR>Francesco Forti, ad esempio, partendo dall'esperienza svizzera, che fa
>riferimento alle piccole realta' locali, ritiene che sia piu' saggio, o
>meglio, piu' federalista, partire dai Comuni per risalire, via via, allo
>Stato. Anche Gasby mi sembra che sia dello stesso avviso, pur partendo
>da una realta' sicuramente piu' complessa.

Hai colto in una semplice frase cio' che io tento di dire in modo spesso confuso.

FR>Confesso, purtroppo, di non conoscere "sul campo" queste due esperienze
>e, quindi, quanto fondate siano le convinzioni di chi le sostiene.
>Devo cioe' rifarmi a quella che potremmo definire una conoscenza
>accademica.
>Ed e' proprio per questo che di fronte ai testi costituzionali di altri
>paesi rimango perplesso.

Certo, perche' qui ti trovi di fronte alla "forma", al "legalese", per dirla in soldoni. Occorre cogliere la sostanza delle cose, ed avendo vissuto in quel paese, sei molto facilitato.

FR>In quello degli USA, ad esempio, non ho trovato traccia delle altre
>entita' territoriali. Probabilmente, queste autonomie vengono definite,
>caso per caso, all'interno delle Costituzioni degli Stati membri. E in
>cio' non ci troverei nulla di strano, visto che diverse entita'
>territoriali potrebbero necessitare di minori o piu' complesse
>articolazioni della potesta' legislativa ed amministrativa: e chi meglio
>di queste entita' potrebbe stabilirlo?

Hai perfettamente ragione ed infatti mi risulta cosi' anche per la costituzione Svizzera.
Proprio per i motivi che Franco cita in seguito perferisco fa capo al nuovo testo che entrera'in vigore nel 1999, popolo permettendo:
######
Art. 33 Autonomia
La Confederazione tutela l'autonomia dei Cantoni.
L'autonomia comunale garantita nei limiti previsti dal diritto cantonale.
######

FR>Ma allora, perche' chiedere di definire il tutto nell'eventuale nuova
>Costituzione federale italiana e non limitarsi a definire le materie per
>cui lo Stato non puo' legiferare?

Sarei pienamente d'accordo. Sai quale e' il problema? Che i Comuni e le Province, che si sentono minacciati dallo strapotere delle Regioni ("centralismo regionalista") chiedono maggiori tutele e vogliono essere rappresentati. Per chi avesse perplessita', basta aver letto i resoconti della Bicamerale.
Vogliono quindi avere voce in capitolo direttamente dalla Costituzione. Aspettavo da tempo che qualcuno aprisse il caso sul tema (non volevo essere io a farlo ma ero pronto).

FR>Non dovrebbe essere poi l'organo piu'
>in basso a fare una medesima esclusione di materia nei confronti degli
>organi territoriali inferiori?
>Insomma, questo per dire che si rischia di scrivere un testo blindato,
>in un senso o in un altro, che potrebbe poi non rivelarsi adeguato per
>risolvere i casi concreti.

Perfetto. Ottima indicazione. Una costituzione federale non deve essere blindata. Serve un adeguamento costante ad equilibri dinamici.

FR>La Costituzione svizzera e' sicuramente molto piu' faticosa da studiare.
>La possibilita' di modifiche costituzionali attraverso l'iniziativa
>popolare, ad esempio, ha fatto si' che il referendum per queste
>modifiche divenisse una sorta di referendum propositivo per la
>legislazione ordinaria. Si e' quindi arrivati al punto che nella
>Costituzione svizzera vi e' un po' di tutto.

Poiche' a livello federale qualsiasi competenza deve essere scritta nel Testo Cost. (che e' il patto federale di popolo e cantoni) ne consegue un costante aggiornamento ed un costante appesantimento.
Piu' di 120 emendamenti invecchierebbero qualsiasi testo.

FR>Ed e' proprio da questo
>"un po' di tutto" che alla fine viene il dubbio che quello che di molto
>competitivo c'era nel federalismo svizzero sia venuto via via ad
>attenuarsi per divenire, piuttosto, molto piu' solidaristico, e
>centralista, di quanto non sembri.

Vi e' stato sicuramente un adeguamento costante a nuovi equilibri ma sempre accettati dal popolo. Se il popolo vuole dare piu' poteri alla federazione lo fa e se dopo vuole cambiare idea lo fa.

Qui si apre un tema totalemete dimentica dalla Bozza D'Onofrio: quello della sovranita'. Chi puo' decidere se una determinata competenza e' federale o no? Se lo decide il "centro" non andiamo affatto bene. Se lo decide il popopo o gli stati federati, andiamo meglio e questo e uno delle cose che considero per classificare un buon federalismo.

Sul modello Svizzero (ammesso che lo sia) noto che, pur classifocandosi come "competitivo" in realta' contiene molti elementi "concertativi" (sulle competenze federali, ad esempio).

Nessun modello e' puro. Puo' essere tendenzialmente competitivo o tendenzialmente concertativo, con una certa gamma di gradazioni intermedie. Gamma che invece non esiste tra decentramento e federalsimo.

FR>Pensiamo ad esempio all'art 34, con il 34-bis del 1890 ed il 34-novies
>del 1976; ma anche il 31, arrivato nell'82 al 31-septies: di fronte ad
>articoli del genere sono sicuro che Bossi griderebbe al tradimento, al
>centralismo, ed inviterebbe i Cantoni alla secessione.

Per chi non conosce l'argomento si tratta della assicurazione obbligatoria sulla disoccupazione. Assegnata alla federazione, come d'altronde il settore "previdenza". Non so se Bossi griderebbe ma non hanno gridato gli svizzeri. Di cosa ti preoccupi?

Parliamo delle condizioni federali quadro, non delle singole scelte di politica economica federale che un singolo paese fa.

FR>Questo per dire, proprio facendo riferimento ai testi costituzionali di
>stati federali, che mi sembrano azzardate dichiarazioni del tipo:
>"questo e' federalismo - questo non e' federalismo"
.

Io invece ribadisco che e' possibile identificare questo oscuro oggetto del desiderio (o dell'odio, per alcuni).

Togliamo di mezzo "l'ismo". Parliamo di unione federale.
E' piu' chiaro! Vediamo quali sono le caratteristiche fondamentali del federalismo e quelle del decentramento.

Facciamo una analisi (e' da un paio di mesi che la facciamo ma Franco deve ancora ricevere da me tutto il materiale gia' passato).

FR>C'e' piuttosto da stabilire, per l'Italia, se realmente ci sia una
>volonta' verso il federalismo o se, piuttosto, si debbano fare i conti
>con delle realta' che di fatto chiedono un federalismo di facciata che
>pero' significhi, di fatto, una secessione vera e propria.

Questo e' difficile da stabilire ma e' una domanda giusta.
Come si fa a volere una cosa che non si conosce?
Chi in Italia sa bene cosa sia il federalismo?
Ci sono studiosi (pochi) e persone che hanno una esperienza diretta (tanti emigrati, ad esempio).
Ci sono molte idee confuse ma e'interessante come gia' quelle idde confuse attitirino subito simpatia da una parte e timori e preoccupazioni dall'altra.

Compito di quasto Forum, a mio modo di vedere e' proprio di metterci tutti in condizioni di conoscere per poi decidere.

Di certo l'ingoranza non ha mai partorito ottime soluzioni e credo che nessuno si offendera' se dico che in Italia c'e' una grande esperienza di decentramento ma una scarsa conoscenza di cosa sia realmente il federalismo. Eppure malgrado tale scarsa conoscenza, si discute e si dibatte. Quindi l'argomento interessa.

FR>Se ha infatti un senso rimanere uniti, questo va stabilito attraverso un
>legame politico che dovrebbe porre in secondo piano i rivendicazionismi
>di tipo economico; o evidentemente c'e' un processo aggregativo tipo
>l'Europa di Maastricht che, per l'appunto, non e' un processo di
>federazione degli Stati europei.

Altro tema interessante: il rapporto tra regionalismo/federalismo per l'Italia e l'equivalente rapporto tra federalismo e regionalismo europeo.

Saluti, "Frisco" Francesco Forti


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