Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 89 - 28/02/97
COMITATO PER LE PRIMARIE

Verso le PRIMARIE in Italia

Appello a chiunque non ha dimenticato che - LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO - testuale, dall'Articolo 1 della Costituzione Italiana

Si sta realizzando in tutta Italia un'iniziativa che nasce DAL BASSO, ovverosia direttamente dai cittadini, gente comune non iscritta ad alcun partito e di qualsivoglia tendenza politica. Una INIZIATIVA, percio', volutamente AL DI SOPRA DELLE PARTI: si tratta di un COMITATO PROMOTORE il cui UNICO OBIETTIVO e' e sara' L'INTRODUZIONE DELLE PRIMARIE IN ITALIA (vedi spiegazione del termine PRIMARIE e delle sue possibili versioni nel le pagine successive)

PRIMARIE...
... per noi vuol dire che il potere di PROPORRE LE CANDIDATURE di qualsivoglia elezione va esteso a CHIUNQUE in quanto DIRITTO POLITICO e non solo, com'e' ora e da sempre di fatto, ai soli vertici di partito che ci obbligano spesso a scegliere tra il gatto e la volpe. Sono 50 anni che i partiti tengono sotto scacco gli eletti, altrimenti non ricandidati, bloccando qualsiasi processo di cambiamento potenziale. I loro meccanismi gerarchici, di controllo, fidelizzazione e manovra degli iscritti, tipici di una setta solo apparentemente aperta, li hanno allontani dal popolo che temono, mettendo i suoi diritti al secondo posto e comunque dopo quelli del partito. I partiti sono indispensabili ma devono cambiere: basta levargli il potere chiave: quello di essere gli unici a poter candidare.

PRIMARIE APERTE...
... vuol dire, ancor piu', che SOLO I CITTADINI di ciascun Collegio Elettorale avranno il DIRITTO DI DECIDERE CHI LI DOVRA' RAPPRESENTARE nelle rispettive Liste alle successive elezioni, SCEGLIENDO tra i candidati disponibili per ciascuna delle Liste presenti nel Collegio, essendosi essi riconosciuti in una di tali Liste e nel relativo Programma Elettorale. La scelta sarebbe meglio se fosse esercitata nell'ambito di una sola Lista, purche' la scelta della Lista sia segreta, in cabina.

EFFETTI: I partiti dovranno produrre i migliori Programmi politici e di governo se vorranno i migliori candidati, vicini alla gente. Cioe' i PARTITI saranno finalmente partiti, PEOPLE-oriented.

La classe politica, com'e' stata finora, sara' presto preistoria e fare Politica e vincere sara' alla portata di tutti coloro che ci credono, valgono e sapranno guadagnarsi ogni volta il CONSENSO della gente e non sotto il ricatto di oscuri padrini ed obbligatorie ed omologanti militanze di partito. Attenzione: l'attuale Collegio Uninominale leva ai partiti il potere economico sui candidati!

Una tale rivoluzione meritocratica puo' dilagare anche in tutto cio' che lo Stato e le Amministrazioni Pubbliche controllano o influenzano, cioe' nel resto della societa'. I cittadini, difatti, potranno influenzare il processo di cambiamento, ma anche esserne influenzati.

Nei Partiti conteranno solo gli eletti ed i burocrati saranno di meno, con minori costi per la politica, e senza rilevanza: negli USA non vedrete mai in TV i Segretari di Partito: guida chi ha preso piu' voti!

Non siamo egoisti e sadici, pretendendo che il Potere si suicidi... FACCIAMOLA NOI CITTADINI LA VERA RIFORMA ISTITUZIONALE!

Nell'ambito del Progetto V.I.P. -VERSO L'ITALIA DELLE PRIMARIE- e' in via di costituzione il COMITATO PROMOTORE NAZIONALE PER LE PRIMARIE IN ITALIA

Nei 475 Collegi Elettorali per la Camera dei Deputati stanno per nascere i 475 COORDINAMENTI LOCALI PER LE PRIMARIE PARTECIPA ANCHE TU a questo grande processo di DEMOCRAZIA DAL BASSO, NON CONTRO QUALCUNO MA PER TUTTI.

Puoi contattarci ai numeri 06 - 884.85.62 oppure 0348-3318633 - Fax 06 - 884.58.98
su INTERNET:
e-mail provvisoria presso: kcguidodesimone@iol.it
newsgroup provvisori per la discussione pubblica: it.politica e iol.politica
entro il 15 marzo e-mail: Primarie@iol.it - web-page: http://www4.iol.it/primarie
Eventuale newsgroup dedicato, a seguito di RFD e CFV: it.politica.primarie

UN UTILE APPROFONDIMENTO

COSA SONO LE PRIMARIE E PERCHE' IN ITALIA

Il processo di riforma avviato dai Referendari di Segni e' rimasto incompiuto: il Collegio Elettorale Uninominale a dimensione di quartiere cittadino o di gruppo di piccoli comuni ha consentito un rapporto diretto tra i candidati ed i cittadini. Ma la scelta di ciascun candidato unico di ogni lista in competizione nei collegi elettorali e' comunque un'esclusiva del vertice del rispettivo partito o coalizione di partiti. Puo' sembrare un paradosso, ma rispetto all'attuale potere accentrato in questi pochi soggetti, era potenzialmente ben piu' democratico anche se criticabile il Sistema Proporzionale, con liste di decine di candidati, spesso militanti locali da accontentare, per lo piu' senza grande seguito o comunque controllabili, e talvolta semplici cittadini abbastanza noti e stimati, per racimolare un buon numero di voti; ma comunque insufficienti per la loro elezione nell'allora vasta Circoscrizione Elettorale di qualche milione di elettori ma che facevano tutti cumulo! a favore dei capolista. Pero', teoricamente, se noi elettori avessimo avuto un po' piu' di, non necessariamente Senso dello Stato, ma quantomeno lungimirante amor proprio, avremmo potuto provare ad informarci - pochissimi hanno consultato, per esempio, l'Anagrafe Elettorale - ed individuare tra i tanti candidati il piu' onesto, affidabile e vicino alla gente, che forse cosi' poteva superare i voti faziosi, certi e scontati per il capolista. Se cio' si fosse verificato c'erano gia' allora i presupposti per creare un gruppo nutrito e sufficientemente forte di incontaminati, da cui tutto poteva conseguire; il primo ricambio della classe politica, detta cosi' proprio perche' le persone che ne fanno parte sono sempre rimaste stabilmente al loro posto, inalienabili ed attente a controllare chi farvi accedere e ad inghiottire nel meccanismo o quantomeno isolare chi vi fosse casualmente arrivato con le proprie forze. Ma cio' non e' stato. Ed il passato e' utile se si sa guardare al futuro.

Quindi, si puo' affermare che la scelta delle candidature e' stato ed e' ancora un punto cruciale del sistema di potere dei partiti, una delle origini di quella degenerazione, la partitocrazia, che e' ben lungi, percio', dall'essere stata messa in un angolo.

Il metodo di scelta delle candidature e' il terreno da cui gli elettori in prima persona possono far decollare le Riforme. Inoltre, esso risulta a monte del sistema elettorale e quindi fuori della mischia tra , , presidenzialismo, federalismo, ecc., ecc.. Regolerebbe per la prima volta una materia mai affrontata prima ma applicherebbe il principio costituzionale, fin qui casualmente o abilmente , del la Sovranita' del Popolo, ottenendo al tempo stesso i seguenti risultati:

1. I Cittadini potranno gestire direttamente il ricambio (turn-over) degli eletti designando, ovverosia scegliendo, chi tra i nominativi potenziali e' il piu' adatto a rappresentare il proprio rispettivo Collegio, e potendo cosi' impedire che si ricostituisca una cosiddetta politica, o quantomeno che chi sara' rieletto, anche per tutta una vita, lo ottenga in base ai propri meriti reali ed al consenso diretto degli elettori e non solo per scelta insindacabile di una o poche persone al vertice di organizzazioni tra l'altro non riconosciute: i partiti sono associazioni non riconosciute ed i loro vantati diritti di ingerenza e veto non derivano da nessuna legge ma da consetudini progressivamente allargatesi e che nessuno ha mai tradotto in legge perche' sarebbero anti-costituzionali. L'unico episodio. il Finanziamento Pubblico dei Partiti e' stato anullato dai cittadini con il Referendum abrogativo e per tutta risposta i vertici di partito hanno imposto al Parlamento il reinserimento con la scusa che i parlamentari ne avevano il diritto in quanto eletti dal popolo. Voi approvereste che una persona da voi incaricata di rappresentarvi in condominio, sulla base di precise indicazioni ed indirizzi stabiliti, votasse a favore di un'imprevista ripresentazione di una proposta da voi notoriamente respimnta in precedenza?

2. potranno indicare essi stessi, oltre ai partiti e ad altri soggetti (movimenti, associazioni, ecc.), le candidature, facendo finalmente e sicuramente emergere quella Societa' Civile di cui in tanti sono bravi a parlare ma che finora e' stata solo usata.

3. La doppia campagna, cioe' selezione delle candidature prima ed elezioni subito dopo, creera' piu' occasioni per un rapporto piu' diretto dei candidati con tutti gli elettori: chi sara' eletto potra' rappresentare con piu' consapevolezza non solo chi gli ha dato il voto ma l'intero Collegio con i cui cittadini sara' portato ad avere un rapporto costante anche dopo, rilevando critiche e stimoli di una cittadinanza cosi' piu' portata alla partecipazione se sa di poter avere effettivamente un peso e non solo di perdere tempo ed illudersi. Una nuova, piu' moderna e democratica concezione della Politica.

4. Poiche' in ogni Collegio la maggioranza degli elettori e' moderata, da una parte o dall'altra, i candidati che emergeranno saranno tendenzialmente piu' moderati e, contando di piu' perche' non vincolati dal vertice, ne conseguiranno partiti-coalizioni piu' moderate. Questo e' il presupposto della Democrazia dell'Alternanza: se le due o piu' parti politiche in lizza non sono troppo diverse sara' possibile, senza timore di svolte pericolose, punire chi ha interpretato male il proprio ruolo legislativo e/o di governo e premiare chi invece ha saputo metterlo al servizio della cittadinanza, al di la' della visioni di parte.

Il metodo di selezione delle candidature che puo' conseguire tali risultati ha un nome: PRIMARIE, e per maggior precisione il riferimento applicativo e' al metodo delle PRIMARIE APERTE.

LA DIFFERENZA TRA PRIMARIE CHIUSE E PRIMARIE APERTE

La Primaria chiusa e' un metodo di selezione delle candidature riservato agli iscritti ed eventualmente ai sostenitori del partito/coalizione. Non risolve completamente il problema poiche' limita il diritto democratico ad un gruppo ristretto, molto esiguo e facilmente influenzabile di cittadini. Realisticamente: ben pochi altri cittadini accetterebbero di partecipare a Primarie come sostenitori, sentendosi costretti a manifestare apertamente le proprie simpatie, in barba a tutti i principi e diritti di segretezza del voto.

La Primaria aperta e' accessibile a tutti gli aventi diritto al voto. Gli elettori scelgono il candidato che piu' rispecchia le proprie aspettative, creando quel feeling foriero di un rapporto costruttivo e coinvolgente, anche dopo le elezioni. Perche' cio' avvenga, e' importante che i candidati tra cui l'elettore potra' scegliere non siano solo l'espressione inappellabile di un organismo di cui non puo' e non deve essere obbligato a condividere la vita interna, bensi' che possano essere espressi e proposti anche dai cittadini direttamente interessati.

COME SBLOCCARE LA SITUAZIONE

Ci sono nel Parlamento italiano coloro che, e non sono poche le faccie veramente nuove ed i piu' saggi ed ancora idealisti tra i veterani, vorrebbero cambiare definitivamente nella direzione di una vera Democrazia del Consenso, cioe' a misura di un compiuto Potere Sovrano dei cittadini, e di una vera Democrazia dell'Alternanza. Tutto cio' si puo' ottenere solo grazie alla disponibilita' di almeno due reali forze moderate e percio' ambedue potenzialmente deputabili da parte dei cittadini al governo del Paese, senza timori delle fin qui paventate faziosita' estremistiche senza ritorno. Coloro che possono spianare la strada ad una vera seconda Repubblica, sono presenti, dove piu' e dove meno, in tutte le forze politiche e vanno aiutati dai Cittadini, che ne hanno il diritto e il dovere, nonche' tutto l'interesse ad uscire da questa situazione.

Uno dei tre soggetti cui la Costituzione riconosce il potere di presentare in Parlamento Proposte di Legge e' il Popolo. L'articolo 71 della Costituzione, difatti, esplicita che, con un minimo di 50.000 firme, gli elettori possono proporre al Parlamento, in prima istanza al Senato, una PROPOSTA DI LEGGE DI VOLONTA' POPOLARE.

Presentarla con poco piu' 50.000 firme avrebbe l'effetto del tocco di una piuma su quel macigno che sembra opprimere lo stomaco di chi in Parlamento, forse la maggioranza, e' indeciso se e' ancora il caso di tenersi buoni i detentori del potere vecchia-maniera o se e' giunta l'ora di sbilanciarsi per la vera Democrazia, inclusa quella nei partiti. E' percio' necessario che l'effetto sia dirompente: l'obiettivo e' non in 50.000 ma in almeno 5.000.000 di firme.

Di fronte alla presentazione di una Proposta di Legge sottoscritta cosi' massicciamente dai diretti interessati, gli elettori, di cui essi devono tutelare i diritti inalienabili, i parlamentari possono superare lo snervante blocco psicologico patito verso le riforme ed avere il primo ed improrogabile stimolo ad agire senza visioni di parte, nonche' un'ulteriore indicazione della direzione da seguire. Sarebbe l'ultima occasione per riscattarsi. In caso contrario gli elettori sapranno con chi hanno a che fare. E probabilmente anche come rimediare, nella legalita'. Belgrado insegna, ma ci sono anche altre possibilita' che si fanno forte della Legge quella massima in particolare, la Costituzione, fatta da ben altri politici. Beh, cerchiamo di assomigliare a loro se vogliamo cercare di riscattare 50 anni di silenzio ben poco edificante.

Questa non e' la panacea di tutti i mali, ma almeno i nodi verranno al pettine, al di la' di ogni iprocrisia, e se si vorra' trovarvi una soluzione sara' possibile ed alla portata di tutti, prendendoci peraltro la responsabilita' di decidere finalmente da persone adulte e un po' piu' democraticamente evolute.


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