Gli interventi di "Riforme istituzionali"

N 90 - 17/03/97
Francesco Paolo Forti

Ma quante tasse vogliamo pagare?

Il dibattito sulla riforma dello Stato, in esame alla Bicamerale, comincia ad entrare nel vivo.

Due tesi "federaliste" si fronteggiano:
Una, propugnata dalle Regioni e da molti partiti, vedono le Regioni medesime investite delle competenze "non federali" ed a loro volta padroni del destino di Comuni e Provincie, sottomesse ad un esercizio puramente amminstrativo.

L'altra sostenuta da Comuni e Province, chiede piu' automomia agli enti locali, invoca correttamente il principio di sussidiarieta' e paventa un "centralismo regionalista".
Venti "rome" non sono meglio di una.

Inutile dire che scelte compromissorie in tema di federalismo vedrebbero l'istituzione di strutture complesse, farraginose, percorse da una perpetua litigiosita'.

Al dibattito sui modelli (competitivo, cooperativo, concertativo) si e' sostituita la diatriba sulla composizione di un "senato delle regioni" che alcuni vorrebbero esteso alle autonomie locali e che non e' ancora chiaro se sarebbe composto da eletti (legislativo) o da delegati (esecutivi locali) e se e perche' istituirlo.

Fortunatamente un intervento illuminante ha sollevato le sorti della seduta n. 8:
ALOIS DURNWALDER, Presidente della provincia autonoma di Bolzano.
[....]
>Sappiamo che in base a questa nuova autonomia, a questo pacchetto,
>le competenze della regione sono passate alle due province autonome
>di Trento e Bolzano. Non abbiamo chiesto la soppressione della
>regione perche' avremmo dovuto chiedere una modifica della Costituzione.
>Non lo abbiamo fatto, pero' abbiamo svuotato la regione Trentino-Alto
>Adige delle sue competenze, che sono state trasferite alle due >province. Adesso e' giunto il momento di dire qual e' la realta' e
>che le competenze sono delle due province, e' giunto il momento di
>trasformare le due province autonome in due regioni autonome
>quella di Trento e quella di Bolzano. Non ha piu' senso andare avanti
>con una regione che non ha piu' competenze, che costa molto
>denaro, ma non ci da' piu' nulla.

Quindi e' possibile organizzativamente pensare ad una Provincia che abbia le competenze che ora si pensa che solo la Regione sia in grado di sostenere. L'esempio non e' solo nei Cantoni svizzeri ma anche in due Province italiane e la qualita' della vita dei cittadini di questi territori ci deve far pensare che esiste un nesso, un legame tra la loro ricchezza e le scelte organizzative fatte.

Applicando il principio di sussidiarieta', base del federalismo, e' possibile arrivare ad una organizzazione basata *solo* su comuni, stati federati e stato federale. A Trento e Bolzano lo hanno capito e chiedono ora di avere le responsabilita' conseguenti. Inutile fare come le tre famose scimmiette e chiedersi se ALOIS DURNWALDER parlasse a nome della giunta, a nome di un organo o passase li per caso.
Occorre invece discuterne.

E visto che e' evidente che i problemi della Valtellina devono essere risolti dalla Valtellina medesima (e non da Roma o Milano) appare chiaro che il federalismo deve essere studiato anche pensando che il livello della politica economica deve essere calato nel territorio piu' adeguato (livello economico di sviluppo) mentre quello statale-federale (ed, in futuro, macro-regionale) sara' solo quello economico di sostegno (spazio di intervento quadro).

Invece, poiche' chi fatica a capire *cosa* sia il federalismo, tenta di raffigurarselo attraverso il *come* attuarlo (e questo prevede forzatamente un trasferimento di poteri dall'alto verso il basso) molti propongono per questo un modello in cui le regioni hanno tutte quelle competenze che, seguendo invece la direzione inversa, quella del principio di sussidiarieta', sarebbero affidate prima ai Comuni ed in seguito alle Province.

Questa impostazione fa si che il *cosa* volere sia fortemente influenzato dal *come* ottenerlo, invece del piu' corretto metodo inverso. Ecco che si da un ruolo federato alle Regioni anche quando quel ruolo dovrebbe essere territorialemte piu' scalato verso il basso.

Il rischio e' che nel tentativo di mediare si trovino soluzioni che danno potere a tutti (ed a nessuno) lasciando le cose come stanno, salvo pagare il conto in tasse per la burocrazia ridondante.

E qui arrivo finalmente al titolo del messaggio. Un decentramento amministrativo a 4 livelli e' normale. Un federalismo che salvi tutti quei livelli NO. Una scelta deve essere fatta e Trento e Bolzano indicano una soluzione praticabilissima, attuabile in tempi piu' rapidi di quella regionalista e piu' economica.
Se non ce ne accorgiamo ora, ce ne accorgeremo piu' tardi.
Io ve lo chiedo fin d'ora:

Ma quante tasse vogliamo pagare?

Saluti a tutti,

Francesco Forti

Sito di documentazione sul federalismo:
http://rost.trevano.ch/~forti/index.htm


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